Documentario:Parole di Osvaldo Fresedo

Fresedofir 
Osvaldo Fresedo
Nome reale: Fresedo , Osvaldo Nicolás
Soprannome: El Pibe de La Paternal
Bandoneonista, direttore e compositore.
(5 maggio 1897-18 novembre 1984)
Luogo di nascita :Buenos Aires Argentina

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Un’intervista in cui il Maestro spiega come iniziò con il tango, come fece la sua prima creazione, il brano El Espiante. Successivamente ci racconta come creò il brano El 11, per il Ballo dell’Internato e perchè fu l’ultima edizione di tale festa. Ovvero, una notte, a causa di uno scherzo da parte degli studenti al rettore, egli ( il rettore ) sparò accidentalmente ai goliardi di turno, uccidendone uno. Motivo per cui il corso di studi medici “internato” ( a convitto ) e relativa festa di fine anno vennero aboliti.

Biografia:
per Julio Nudler. ( da todotango.com n.d.t. )


Nato a Buenos Aires, in una famiglia di comoda posizione economica, cosa che sembra averlo segnato artisticamente: la sua orchestra, di stile raffinato e aristocratico, era la favorita dei circoli alla moda. Tuttavia, nonostante il padre di Osvaldo fosse un ricco commerciante, socio di un negozio (
“Buzzetti, Azza y Cia.” SARMIENTO 1164 CABA per chi lo volesse visitare ndt ), la famiglia si stabilì in La Paternal quando Osvaldo aveva 10 anni, un quartiere un po lontano e umile, case basse e l’atmosfera popolare. Li ha iniziato a studiare il bandoneon. Il suo è stato il percorso più lungo che si possa trovare nel tango: oltre 1.250 registrazioni attestano il suo lavoro. E la sua carriera ha  coperto 63 anni di attività.

Nel 1913, ha iniziato a suonare in pubblico, come parte di un giovane trio, di cui era menbro anche il fratello Emilio al violino, e completato da una chitarra. Oltre a suonare nelle feste locali, si sono esibiti al Cafe Paulin. Dopo aver suonato in altri caffè nel quartiere cominciò ad essere identificato come El Pibe de La Paternal distinguéndolo cosi dal bandoneonista Pedro Maffia, conosciuto come El pibe de Flores, un altro quartiere di Buenos Aires, non lontano. Tuttavia, Fresedo mai riuscì a egualgiare Maffia.

Ha suonato nel cabaret di Montmartre, invitato dal suo amico Eduardo Arolas, e poi al Royal Pigall, su richiesta di Roberto Firpo. Arolas e Firpo erano già nel secondo decennio del XX secolo, due grandi figure di tango come strumentisti, direttori e compositori. Nel 1916, formò il primo duetto di bandoneon, Fresedo con Vicente LoDuca, registrando nel 1917 per l’etichetta Victor. Una di quelle incisioni corrisponde al tango “ammoniaca”, uno dei suoi primi lavori.

In seguito ha formato un trio con il pianista Juan Carlos Cobián e il violinista Tito Roccatagliata. L’incontro tra Fresedo e Cobián (che diverrà celebre con “Los Mareados”, “Nostalgias” e altri pezzi) è stato decisivo per l’evoluzione orchestrale del tango negli anni ’20. La delicatezza del gusto, legato, sfumature morbide e gli assoli fantasiosi di pianoforte miravano all’orecchio fine delle classi superiori, portando però un messaggio musicale di profonda periferia, sempre emergente nell’arte fresediana.

Nel 1917 ha inciso per l’etichetta Telephone come esecutore nell’orchestra guidata da Roberto Firpo e Francisco Canaro, che fu costituita per incoraggiare i balli di carnevale a Rosario, la seconda città dell’Argentina, sul fiume Paranà. L’anno seguente, formò il suo primo gruppo, che,  tra gli altri aveva, il pianista José María Rizzuti (compositore di “Cenizas”) e il violinista Julio De Caro, che sei anni più tardi avrebbe rivoluzionato il genere con il suo sestetto (che dedcicò a Fresedo il tango omonimo). Fresedo suonò con tale successo nel Casinò Pigall che la sua orchestra divenne di moda.

Nel 1921, viene assunto dalla casa discografica Victor e mandato negli Stati Uniti insieme al pianista Enrique Delfino ( artefice della romanza di tango) e al violinista Tito Roccatagliata integrati con altri musicisti, a registrare con il nome Orchestra Tipica Select, cinquanta brani. Al suo ritorno, Fresedo ricostituì suo sestetto, affidando questa volta il pianoforte a Cobián. Nessuno come loro seppe installarsi nelle serate di tango dei salotti aristocratici di Buenos Aires.

Tra il 1922 e il 1925, ha continuato a registrare con Victor, poi, passare alla Odeon, li fu protagonista di un fatto storico: accompagna Carlos Gardel in due brani, i tanghi “Pèrdon viejita” (di Fresedo se stesso) e “Fea” . Il sistema di registrazione è ancora acustica. Nel 1927, il successo di Fresedo è tale che mantiene cinque orchestre in attività silmutaneamente di cui quella principale del cabaret Tabaris su Avenida Corrientes, il più importante della città. Questo lo costringe a ruotare continuamente da un luogo all’altro per presenziare in ogni locale in cui un’orchestra sua suona. Uno di queste, accompagnava i film muti nel cinema Phoenix di Flores, era diretta al pianoforte da Carlos Di Sarli, che è diventato poi un direttore di successo pari a Fresedo.

Fresedo ha avuto l’audacia di portare nuovi struementi al tango, come l’arpa e vibrafono, e le percussioni. Ha anche scelto con grande cura per i suoi cantanti, che erano in armonia con il suo stile orchestrale squisito.

Risaltano nella sua lunga carriera i cantanti Roberto Ray, Ricardo Ruiz, Oscar Serpa, Osvaldo Cordo, Armando Garrido e Hector Pacheco. Ha inoltre collaboratocon musicisti di talento, strumentisti e arrangiatori che contribuirono alla qualità dell’orchestra, come nel caso del pianista Emilio Barbato ed i bandoneonisti Roberto Pérez e Roberto Pansera Prechi. Per questo motivo l’orchestra di Fresedo è arricchita di opere scritte da loro, cosa raramente riscontrabile nei repertori di altre orchestre.

Come compositore, Fresedo è stato prolifico e di successo, ma generalmente superficiale. Il suo più famoso tango è il melodioso “Vida Mia, ma anche il molto celebrato “Pimientas“, “Arrabalero“, “Tango mio“, “El 11 (a divertirse)“, “L’espiante“, la bellissima “Aromas” “Volveras“, “Sollozos” e “Siempre es carnaval“, “Ronda de ases“, “De academia“, “Porqué” e “Se mi te has olvidado.”