Documentario: Carlos Di Sarli el senor del tango

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Carlos Di Sarli

Nome : Di Sarli , Carlos
Soprannome: El Señor del Tango
Pianista, direttore e compositore.
( 7 gennaio, 1903 – 12 Gennaio 1960)
Luogo di nascita:
Bahía Blanca ( Buenos Aires) Argentina

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Carlos Di Sarli, un grande tra i grandi, tra i più amati ma di cui poco di conosce. Questo documentario biografico diretto da Alberto Freinquel,sceneggiatura e ricerca del Dr. Eduardo Giordalini , è stato prodotto da una collaborazione di imprese pubbliche e private delle città di Bahia Blanca e Buenos Aires.
Contiene immagini, interviste inedite e materiale di proprietà della famiglia Di Sarli.

Biografia:
per Ricardo García Blaya. ( da todotango.com n.d.t. )

Carlos Di Sarli,come nessun altro, ha saputo combinare la cadenza ritmica del tango con una struttura armonica , in apparenza semplice , ma piena di sfumature e sottigliezze .

Non è stato inserito in nessuna delle due correnti del suo tempo. La sua non era né un’orchestra tradizionale, stile dopo Roberto Firpo o Francisco Canaro, né un seguace del rinnovamento di De Caro.

Di Sarli ha imposto un sigillo proprio; un diverso profilo musicale , rimasto inalterato nel corso della sua carriera prolungata.

In principio, il suo sestetto ci rivela l’influenza di Osvaldo Fresedo. E certo, non ci sarebbe sono mai stato un Di Sarli se non esisteva prima un Fresedo. Ma solo come antecedente necessario di uno stile che, con il tempo, sarebbe diventato un modello puro con una propria e distinta natura.

Era un pianista di talento, forse uno dei più importanti, che ha condotto la sua orchestra dal suo strumento, con il quale ha imparato la sincronia e la performance del gruppo.

Nel suo schema orchestrale non c’erano assoli strumentali, la sezione bandoneon cantava a volte la melodia, ma aveva un ruolo essenzialmente ritmico e ballabile. Solamente il violino si staccava in modo estremamente delicato, in un breve assolo o in un controcanto.

Il pianoforte suonato in un modo che suggerisce, con una linea di basso abbellito, si trasformò in un marchio del maestro, che collega le frasi del pezzo, sottolineando il delicato ritmo elegante, soprattutto per la danza.

” Viejo Milonguero ( Fresedo ) ” ,il tango che ha dedicato a Fresedo, il suo referente e amico, è il lapsus che ritrae il suo proprio modello musicale.

Nell’infanzia ha iniziato a studiare pianoforte, orientato verso la musica classica. Ma all’età di 13 anni, causando disgusto suo maestro e suo padre, va in tour con una compagnia zarzuela ( commedia folklorica teatrale di origine Spagnola ndt ) visitando diverse province argentine, suonando musica popolare e tanghi.

Poco dopo debutta come solista in un biografo ( cinema ) e in una sala da tè nella città di Santa Rosa, provincia di La Pampa, gestita da Mario Manara un amico di famiglia, italiano come suo padre.

Nel 1919 forma la sua prima orchestra per suonare in una sala da tè nella sua città natale, Bahía Blanca, era l’inizio della sua lunga carriera artistica.

Nel 1923 arrivò a Buenos Aires con il fratello Roque Di Sarli, che grazie alla conoscenza con il direttore della banda della polizia di Buenos Aires, il musicista Alberico Spatola, parente dei Di Sarli, entra in contatto con il bandoneonista Anselmo Aieta per unirsi complesso di quest’ultimo .

In seguito va ingrossare le fila di una formazione molto popolare guidata dal violinista Juan Pedro Castillo, El Rey del Pizzicato.

E ‘stato anche membro del trio Alejandro Scarpino , l’acclamato autore del tango ” Canaro en París ” , e partecipò le registrazioni per l’etichetta Electra accompagnando l’attrice e cantante Olinda Bozan, cugina di Sofia Bozan.

Successivamente debutta con un sestetto al Chantecler cabaret, ma non durò a lungo a causa di un litigio con il proprietario. Quelli erano tempi duri, c‘erano molti rivali e ottenere un posto di lavoro era molto difficile.

Attraverso il violinista José Pécora entra nell’orchestra di Osvaldo Fresedo che inaugurava il teatro Fénix in Avenida Rivadavia barrio di Flores.

Nel tardo 1927 forma il suo primo sestetto con José Pécora e David Abramsky, violini; César Ginzo e Tito Landó ai bandoneon, e al contrabasso Adolfo Kraus. Si è esibì in diverse sale da tè e l’anno successivo firma il suo primo contratto con la RCA-Victor, dove ha inizia il 26 nov 1928.

In alcuni dei suoi dischi include i cantanti Santiago Devin, Ernesto Famà e Fernando Díaz, tre eccellenti interpreti che lo accompagnano anche nei suoi programmi radiofonici.

In questa fase, Di Sarli registra 48 brani, a cominciare da “TBC” e “La Guitarrita”, per terminare il 14 agosto 1931, con “Una noche de garufa” e “Maldita” con la voce di Ernesto Famá.

Nel 1932 Antonio Rodríguez Lesende, diventa il suo primo cantante stabile.

Pochi anni dopo e per motivi non ben noti ( uno degli impresari gli impose di suonare senza gli occhiali neri, che il maestro portava causa infortunio, ed egli si rifiutò. ndt ), si stacca la sua orchestra per andare a Rosario, provincia di Santa Fe, dove entra a far parte di un piccolo gruppo con il bandoneon Juan Cambareri. Nel frattempo il sestetto continuò a suonare senza Di Sarli comunque portantdo il suo nome. Successivamente, a causa delle rappresentazioni nella Cofiteria Novelty, diverrà Orquesta Novel. Nel 1935 viene invitato dai suoi ex soci a riunirsi al gruppo per sostituire il pianista Ricardo Canataro che era malato.

Solo verso la fine del 1938 cominciò ad organizzare nuovamente la sua orchestra che debutterà a Radio El Mundo nel gennaio del 1939, con: piano e direzione Carlos Di Sarli; violini: Roberto Guisado, Ángel Goicoechea e Adolfo Pérez; il bandoneon: Roberto Gianitelli, Domingo Sánchez e Roberto Mititieri; e Domingo Capurro al contrabbasso; il cantante era Ignacio Murillo, sostituito poi da Roberto Rufino.

L’11 dicembre 1939 torna agli studi di registrazione Victor, con i tanghi “Corazón”, cantata da Roberto Rufino e “Retirao”.

E ‘il suo periodo di gloria; il duo Di Sarli-Rufino costituisce una pagina d’oro del tango. Formidabilr l’interpretazione di “Tristeza marina”. Più tardi i cantanti Carlos Acuña, per un tempo molto breve, sostituito poi da; Alberto Podestà, Jorge Durán e Oscar Serpa.

L’apoteosi di Di Sarli generata a furor di popolo, durò fino alla sua morte. Anche se era un musicista del decennio precedente, gli anni quaranta lo trovarono al culmine della sua arte di leader e compositore.

Dopo il 1949 Di Sarli si ritirò di nuovo per motivi commerciali, per tornare solo nel 1951.

Ha registrato per la Music Hall dal novembre 1951 all’aprile 1953 registando 84 brani con i cantanti Oscar Serpa e Mario Pomar.

Nel giugno 1954 torna alla società Victor, e vi resta fino al 1958 i cantanti erano Mario Pomar, Oscar Serpa, Argentino Ledesma, Rodolfo Galé, Roberto Florio e Jorge Durán.

Le sue ultime uscite discografiche, per un totale di 14, sono state per l’etichetta Philips nel 1958 e questa volta i suoi cantanti erano Horacio Casares e Jorge Durán.

Il primo tango che compose fu “Meditación” nel 1919, ma non lo ha mai registrato. Della sua opera vanno messi in evidenza: “Milonguero viejo (Fresedo)”, “Bahía Blanca”, “Nido gaucho”, “Verdemar” e “Otra Vez carnaval”, veri e propri gioielli del genere.

El Señor del Tango (Il Signore degli Tango) era assolutamente rispettoso della melodia e dello spirito dei compositori del suo repertorio, impreziosiva l‘arrangiamento orchestrale con sfumature e dettagli sottili, rimanendo lontano dalla falsa contrapposizione tra il tango tradizionale e la corrente avanguardista.

Carlos Di Sarli era il pezzo finale nel puzzle del tango negli anni ’40, che no ha fatto né concessioni alle mode stridenti, né stravaganze ritmiche, ma senzadubbio rappresenta con estrema delicatezza, il paradigma interpretativo del tango ballabile.